
Che strano rivedere “Blade Runner” ed accorgersi che è ambientato soltanto nel 2019! Insomma un futuro molto vicino, mancano infatti solo dieci anni. La fosca Los Angeles del film dovrebbe essere molto vicina ad una moderna città del Duemila e qualcosa in effetti ci sta. Ci sono i grattaceli storti, gli ascensori esterni, gli scanner e il traffico caotico. Ma cosa stupefacente mancano molti mezzi tecnologici odierni come i telefoni cellulari, ed infatti il protagonista è costretto ad utilizzare un sconquassato telefono pubblico anche se dotato di video. I televisori sono scatoloni brutti e retrò e non sono certo ultrapiatti come quelli dei bar di oggi, ed anche gli scanner che permettono di mettere sul video le foto e ritoccarle sono aggeggi dall’aspetto alquanto arretrato.
Un voluto effetto anti-tecnologico del regista? Una mancanza di lungimiranza? Cialtroneria dello spettatore che si chiede queste cose?
Almeno su una cosa “Blade Runner”vede perfettamente nel futuro, l’economia è in mano ai cinesi. Sono loro infatti a costruire le parti dei replicanti e a fare praticamente tutto nella città. Nel 2019 forse andremo al quartiere Corticella di Bologna a comprare un occhio o un dito di ricambio nel retro di un tranquillo ristorantino cinese…
Un voluto effetto anti-tecnologico del regista? Una mancanza di lungimiranza? Cialtroneria dello spettatore che si chiede queste cose?
Almeno su una cosa “Blade Runner”vede perfettamente nel futuro, l’economia è in mano ai cinesi. Sono loro infatti a costruire le parti dei replicanti e a fare praticamente tutto nella città. Nel 2019 forse andremo al quartiere Corticella di Bologna a comprare un occhio o un dito di ricambio nel retro di un tranquillo ristorantino cinese…
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