
Finalmente è lunedì!
Abbiamo passato il nostro we a intortare, a dormicchiare ma coll'occhio vigile e fingendo noncuranza, a mangiare kebab in orari improbabili, incastrati nel divano, sotto il piumone, alla tv, dentro Facebook, così, senza scampo...
Ma finalmente siamo a lunedì e si ricomincia, come se nulla fosse: le solite facce, le solite ciacole insulse, le solite attività, ora dopo ora, come formichine...
Insomma tutto come la scorsa settimana. E l'altra ancora e ancora.
Ma una cosa possiamo fare: fermare il tempo!
Noi cialtroni possiamo farlo, sì, eccome!...
Allora, cari cialtroni, fermiamoci un attimo a pensare a quel momento cialtrone in cui vorremmo essere proprio ora, in questo lunedì grigione.
E, come il nostro maestro Cassano, smutandiamoci tutti!
Scrivete quale momento cialtrone vorreste rivivere proprio ora, per rendere il nostro lunedì un po' più cialtrone... e quindi migliore!
4 commenti:
Cara donna della perdizione, che vuoi condurci a vita insalubre ecc ecc...
Devi sapere che di momenti cialtroni ne ho vissuti tanti anche prima di lunedì, anche se non mi vedo proprio a mangiare kebab la domenica, perché non mangio le parole difficili (era una metafora??)...
Ciò detto, proprio oggi ho vissuto un momento che si può definire cialtrone, sia per l'ambiente, che per la situazione.
Ero in un bar molto squallido, illuminato solo, se possibile, dallo sguardo di un uomo meraviglioso che era venuto a trovarci (la citta e la mia persona). Io ero sgargiula e vivace, lui in ritardo per il treno. Il tempismo era sempre "ottimo".
Ero appoggiata al bancone in attesa da minuti lunghi come le pale di un mulino, e fuori pioveva... eh sì, mica solo nei romanzi piove, scusate! Pioveva forte e dentro avevo.. come dire.. un bisogno... un bisogno corporeo. E così (da leggere come i grandi oratori del passato) dopo 10 min di attesa inutile, con le dita che tamburellavano non più in sordina sul bancone, in un'area in cui la considerazione era solo un vago ricordo, dopo ore e ore di pazienza infiammabile di una giornata all'insegna della burocrazia universitaria, decido che è ora di rompere gli indugi. Mi rivolgo all'armadio davanti a me (la barista) e le chiedo di darmi una stramaledettissima chiave della toilette.
Ce la facciamo.
Finalmente entro...
(è bello allungare queste cialtronerie con particolari poco interessanti e noiosi, pieni di virgole; è una tattica per distrarre gli avversari, mi sembra ovvio)
Entro, do un'occhiata allo specchio e...
mi spavento un po'.
Ero io.
Proprio lì, davanti a me, c'era... no, non c'era il naso di Vitangelo Moscarda... c'erano le mie borse. E non quelle piene di portafogli gonfi di denari, no, piene di aloni neri dipinti sotto gli occhi.
Dopo questa mera constatazione e una lavatina veloce stile autogrill, decido che non è il CASO di farne un CASO di Stato. E così, un po' per CASO, un po' per desiderio, mi avvicino alla tazza. CASO strano era propria vicina a me, quindi facilmente ragigungibile.
Ci guardo dentro.
E cosa vedo?
Un intruglio immondo, uno sporco quasi spaziale di colore denso e aspro, baldanzoso nei guizzi che vi si svolgevano dentro..
E come ogni persona normale, in un lampo di incredibile lucidità, tiro l'acqua! (Espressione pessima e decisamente poco reale, ma i cialtroni dicono così! e non voglio usare la parola con la "s", troppo cialtrona anche per questo racconto.
Decidiamo dunque di non fare un simposio sul significato di questa espressione e di non fare esempi con il verbo tirare, ecc, potremmo non uscirne più vivi. Anche se dopo la mia esperienza di oggi, appare evidente che uscire vivi è possibile.
Tiriamo corto, dunque!
Tiriamo... avanti.
Il problema della tazza non si risolve. L'acqua scende, poi risale, gorgoglia e porta il peggio di sé a galla.
Mi siedo, nonostante tutto.
E in una posizione che...
nemmeno tetris ha mai creato...
beh
espleto.
Ora ho superato il trauma, grazie a tutti quelli che mi hanno sostenuto e che hanno creduto in me in questi anni. Grazie di cuore.
MORALE DI QUESTA FAVOLA CIALTRON-METROPOLITANA?
Uscire da un bagno in pessime condizioni può essere un'esperienza unica se quando esci ti trovi davanti il volto di uomo efestiano che ti sembra d'incanto meraviglioso.....
Fra,
tu sei la cialtrona per eccellenza!
ti meriti il titolo di CIALTRONA DEL MESE!
comunque marzo è appena iniziato e, si sa, parte come un cialtrone leone e finisce da cialtrone agnellino... e qui le metafore si sprecano.
ma i leoni/agnellini cialtroni meritano forse un altro post...
"E la morale di questa storia è che la merda non è poi così brutta come la si dipinge..." (La citazione è da Elio e le storie tese)
Leoni, agnelli, gatti, tigri... c'è troppa incomunicabilità tra i cialtroni di oggi!
ma leoni e agnelli, gatti e tigri sono coppie fantastiche. La prima perché c'è complementarità: i leoni sono il massimo del vigore e gli agnelli sono così indifesi, ma così indifesi, che il vigore, se c'è, è solo nelle loro corde vocali.
La seconda coppia di animali invece (poi basta con l'arca di Noè) si arrampica, si isola, sale sugli alberi, graffia e morde, anche non in quest'ordine.
Io comunque sostengo i liocorni...
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